Chi ha detto che i blog sui figli li scrivono per forza le mamme?

Archivi del mese: agosto 2012

Dopo un paio di giorni al paesino – quello di tuo padre, trecento abitanti capre comprese, due bar, un minimarket, niente più farmacia, niente più ufficio postale, niente benzinaio, da quest’anno neanche più i quotidiani, e pochissimo campo per i cellulari, però da quest’anno internet gratis offerto dal comune, e poi che bel fresco, e che aria pulita, quello sì – dopo un paio di giorni in quest’idillio bucolico, vi siete accorti che al vostro ondeggiare da una poltrona a una tavola imbandita, corrispondeva una Patata sempre più sfastidiata, capricciosa, isterica. Si annoia, hai sentenziato, e hai deciso che a una bambina così piena di energia bisogna organizzarle giornate impegnate, stancarla per bene. Con i seguenti risultati:

Giornata tipo numero 1. Ore 9, sveglia e solita lotta per farle mangiare almeno un biscotto a colazione. Ore 9.30 preparativi per il mare e mezzora di macchina per arrivarci – mezzora scandita dalle surreali narrazioni di mamma Soja (“Mi racconti tRe stolie? Ci devono essele i Babbapapà e i ladRi”). Ore 10.30, neanche il tempo di aprire l’ombrellone e “Papà ci facciamo umbagno?”, il mare è un po’ agitato ma lei quest’anno con le onde si diverte, soprattutto perché ogni volta che ne arriva una che la sommergerebbe tu la prendi al volo e la tieni in aria (mentre l’onda sommerge te), poi quando capita che beve un po’ “papà tonniamo allìva” ma appena mettete piede a riva “papà ci facciamo unattrobbagno?”, e come no. Ore 13, pranzo sul lido, “io voglio panino, no pomodoro, no prosciutto, evviva le mozzalelle!, mi dai il tuo piatto che è più bello?, gelatogelatogelato, patatinepatatinepatatine”. Ore 14.30, con 40 gradi al sole tutti in macchina verso il paesino, “Patata se vuoi fare un po’ di nanna puoi, se no la facciamo a casa dopo la doccia”, ma la nanna pomeridiana quest’estate è un ricordo sempre più lontano, mannaggia è già finita l’era? Ore 15.30, Patata inizia a girare per casa inquieta, fare capriole sui divani e imbastire coperte con i finissimi lavori a uncinetto della Nonna Bruna, pericolo in agguato, bisogna impegnarla, ti dici cercando di richiamare a te forze che non hai. Ore 16 andiamo a trovare la cuginetta grande. Ore 17 andiamo ai giardinetti, ci sono pochi giochi e in pieno sole ma bagnandovi la testa vedrai che un’oretta resistete. Ore 18 andiamo alla fontana a bere l’acqua della purissima sorgente naturale, ore 18.15 al bar, gelato giro sulle giostrine partita di calciobalilla, ore 19 dalle bambine piccole di fronte a casa vostra, facciamo le bolle cantiamo balliamo, ore 19.30 a casa, finalmente.

Risultato: a cena, mentre mastica una creazione gastronomica da lei appena inventata (“papà guadda, un panino”) composta da una crocchetta di baccalà fritto e una fetta di soppressata locale, Patata ti domanda seria: “Che facciamo, stasera?”

Giornata tipo numero 2. Ore 10, mezzo litro di latte al cioccolato e tre rigatoni freddi sottratti alla pasta al forno della nonna, e la colazione è una formalità chiusa. Ore 10.30, forza andiamo nel paese affianco a comprare il giornale, e per Patatina le figurine, no il Topolino, no il pallone come quel bimbo. Ore 11, a giocare a pallone, ore 11.30 a comprare le mozzarelle, a mangiarne un paio al momento mentre guardate le galline nel pollaio, ore 12 sulla cima della montagna, guarda le mucche, guarda i cardi, guarda il panorama, guarda i tavoli da picnic, “papà perché non facciamo un picnic perché non hai pottato tantissime cose da mangiare uffa”. Ore 13 pranzo, ore 14 ennesimo tentativo infruttuoso di farla addormentare, ore 14.30 di nuovo a mare. Ore 15-19, altri tuffi, altre merende, “papà cosa posso gonfiare?”, allora gonfiamo braccioli salvagente materassino canotto…

Risultato: tornando a casa in macchina, momento di silenzio, si sarà addormentata?, ti giri e lei ti fa: “Papà, lo sai? Non sono penniènte stanca!”.

E poi ci sta pure chi ti dice “beato te che ti fai una vacanza così lunga”.

Annunci


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: