Chi ha detto che i blog sui figli li scrivono per forza le mamme?

Archivi del mese: marzo 2013

A quattro anni tu andavi all’asilo dalle suore, ma non ricordi di aver conosciuto così nel dettaglio certe figure religiose, né di aver tratto autonome deduzioni. (Per la verità, non ricordi neanche che tuo padre ti interrompesse continue obiezioni laiciste)

– Papà, ma lo sai che il Signore è il nostro Maestro?

– Eh? E sì, lo sospettavo… ma maestro come la maestra dell’asil

– Lo sai papà, che ognuno di noi sia adulto che piccolo, ha un angelo qui, dietro la schiena, che ci aiuta a camminare e a correre e a nuotare, è invisibile però!

– Ah sì, l’angelo custode, lo conosco! Ma senti, visto che si trova sulla schiena, non potrebbe anche aiutarti a grattartela, che quando ti prude chiami sempre me

– Papà, lo sai che Gesù è nostro fratello? E’ nostro amico! Vive nelle nostre case!

– Invisibile anche lui?

– Certo! Gesù vuole bene a tutti! A tutti i bambini del mondo! Anche agli insetti! Anche alle case, alle macchine… Gesù ha un cervello gigantesco!

– Un cervello? E come mai?

– Per ricordarsi tutti i bambini che vuole bene!


– Io però sono gelosa se Nadia va dalla sua cuginetta!

– Eh… tesoro ma che cos’è la gelosia?

– Allora: è quando un’amica ha un’amica del cuore… e quest’amica ha un’altra amica non del cuore però… allora l’amica del cuore che fa i capricci, è gelosa!

– Perfetto.


Patata è a casa da una settimana. Con l’influenza intestinale, in napoletano cacarella, in patatese caccamolle. E dire che quest’anno pensavate di esservela cavata alla grande, dato che dopo la settimana di febbrona (giusto da Natale a Capodanno, ma vabbè) non si era più ammalata, tranne il mocciolo cronico invernale, ma quello si sa.

E invece si è beccata pure questa. Sicché tu passi le giornate saltando da un bidè a un riso bollito; mamma Soja che sta in un periodo di superlavoro saltando da una stanza all’altra in cerca di un po’ di concentrazione; Patata saltando da un “mi fa male la pancia” a un “mi fai vedere un film su internet, un film nuovo però” passando per un “ma quando posso mangiare un’altra volta il cioccolato, uffa”. Stress, tensione, noia, delirio collettivo.

In cotanto disastro fisico e morale – per far capire come siete messi, l’altro giorno avete seguito tutti e tre la diretta dalla fumata bianca alla proclamazione del nuovo Papa, roba che in condizioni normali lo leggevate il giorno dopo sul quotidiano – in tale esaurimento, almeno cerchi di guardare l’unico lato positivo: che ve la potete spupazzare tutto il giorno, e ogni tanto è giusto anche per lei, non dover timbrare il cartellino all’asilo. Sicché ogni due e tre te ne vai in sollucchero – pure perché lei ha una bella tempra, e tranne nei momenti precisi in cui sta malissimo, non si abbatte anzi è sempre attiva e caciarona – e tu trovi ogni scusa per abbracciartela e sbaciucchiartela.

– E quanto sei bella… ma come sei simpatica… ma fatti fare il solletico… ma ti posso mangiare le guance…

– Mamma?… Eh eh… mi sa che papà si è innamorato di me.

– Sì è così, lo confesso.

– Ma lo sai, vero, che non possiamo fidanzarci?

– Lo so, purtroppo. Me lo hai già spiegato, ci sono due motivi…

– E sì: uno è che tu sei grande e io sono una bambina…

– … e il secondo è che siamo parenti, mi sembra.

– Già. E poi, c’è anche un’altra cosa!

– Maro’, come se non fosse abbastanza! E qual è?

– Che tu sei già fidanzato!


– Papà, odora il mio dito…

– Bleah, ma che è?!

– La puzza del mio ombelico!

– Mmmhm…

– E’ segno che sto diventando grande!



%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: