Chi ha detto che i blog sui figli li scrivono per forza le mamme?

Archivi del mese: maggio 2013

– Papà, mi racconti di TUTTE le malattie che hai avuto da piccolo?

Ora, non si sa perché, ma Patata è ossessionata dalla salute. Eppure a te non pare che sia una paura assorbita da voi, non ti pare che siete genitori particolarmente ansiosi e ipocondriaci. Vabbè, certo, la prima volta che le è venuto il febbrone a 40, e non aveva manco tre mesi, vi siete cacati sotto, ma più che altro perché ovviamente era notte e non sapevate che fare. Magari mamma Soja va un po’ più in panico quando Patata si prende la solita influenza gastrointestinale o la malattia esantematica del momento, ma soprattutto all’inizio quando ancora non si è capito bene cos’è, e più che altro perché – cuore di mamma and very italian in questo, anche se non le fa piacere ammetterlo – non sopporta vedere la figlia che soffre per più di cinque minuti; anche se poi, una volta che il medico le ha spiegato che non è in pericolo di vita, è la prima a insorgere contro gli antibiotici e a cercare di darle meno medicine possibile. E tu, forse sei più tipo da preoccupazione preventiva, del genere fatti asciugare bene i capelli se no ti becchi il raffreddore, e lavati le mani se no ti mangi pane e germi, ma una volta che poi il malanno è arrivato ti prende una specie di fatalismo stile adda passà a nuttata; anche perché appunto, per fortuna finora non ha mai avuto niente di particolarmente grave. E Patata stessa, è una che poi affronta stoicamente il dolore, senza lamentarsi più di tanto e senza andare oltre l’uffa ma quando mi passa, nei casi di reclusione in casa per più di 4 o 5 giorni.

Però, sta di fatto che è così. Periodicamente vuole il riassunto di tutte le malattie che ha avuto finora, con specificazione per ognuna se può ripresentarsi o meno, se è contagiosa o meno, se tu e la mamma l’avete avuta o meno. Vuole vedere le foto dei batteri al microscopio su internet. Quando la invitate a rivolgere una preghiera alla madonnina o all’universo (a seconda che vi sentite più o meno bendisposti verso la sua fede cattolica) immancabilmente la richiesta è di non far mai ammalare né morire lei e voi. E vuole sapere di avvenimenti tragici e pulp:

– Papà, mi racconti la storia di quel bambino che si è arrampicato su un albero, è caduto e si è rotto il braccio?

– E chi è sto bambino? Io non lo conosco…

– Te lo inventi!

Insomma, una fissazione. Che però, ci hai pensato un po’ su, forse non ha tanto a che fare con la salute, almeno come la percepite voi adulti. Forse ha più a che fare con l’identità, con il costruire faticosamente un senso del mondo, con la paura che questo possa irrimediabilmente cambiare. Come quando, qualche mese fa, aveva visto la foto di una vostra amica che su facebook mostrava un nuovo taglio di capelli, e Patata aveva subito chiesto se oltre al colore aveva cambiato anche la voce, e se il nome era sempre quello. Così, qualche giorno fa:

– Patata, salutami che devo andare qualche giorno a Napoli perché la nonna si deve fare una piccola operazione.

– Operazione? Perché, è malata? Che cos’ha? Che cosa le fanno?

– Ma no, niente di grave, le danno una piccola scossa al cuore così quello si rimette a battere normalmente.

– Ah. Maaa… poi saprà ancora cucinare?


mostriselvaggi

– Patata, di’ un po’, dove ti ha portato il papà oggi?

– Nonna, al MUSEO DEL LIBRO!


– Amore, ma non hai chiuso la finestra della camera? Noi siamo pronte per andare a fare nanna…

– Uh, scusa cara, vado subito…

– Papà, ma l’hai detta quella cosa?

– Che cosa?

– Quella che dici sempre!

– Ah sì, e quale sarebbe?

– (arrochendo la voce) Maro’, m’aggio scurdato!



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